Telemedicina: dal Cardiocentro al covid

Check a distanza per i pazienti debolmente malati con ‘HospitHome’

Il sistema esiste e funzione da 15 anni, come sanno i pazienti del Cardiocentro di Lugano, e ora viene buono per ridurre i rischi di contagio dal virus SARS-CoV-2 che si diffonde il tutto il mondo mettendo a dura prova la tenuta dei più  efficienti sistemi sanitari. Come il telelavoro per chi è attivo professionalmente, così esiste un programma di ‘sorveglianza domiciliare’ svolta in remoto per i pazienti ammalati in forma lieve. Lo scopo principale di questa pratica è quello di alleggerire la pressione sugli ospedali e di impedire che diventino luoghi di accelerazione incontrollata del contagio, come sembra essere accaduto in alcune circostanze durante questa epidemia, specialmente nei nosocomi del nord Italia.

Si tratta come detto di una realtà consolidata che è ora disponibile per la prevenzione del coronavirus,  grazie alla piattaforma HospitHome, prodotta da una start-up specializzata in sistemi di telemedicina, che insieme con il Cardiocentro Ticino ha messo a punto un programma dedicato all’emergenza Covid-19 ottenendo la collaborazione di alcune tra le principali realtà della sanità ticinese. 

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